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Perle della Congregazione

Sr M. Carmela Brescia | Sr M. Giuseppina Bruschi | Sr M. Margherita Lepore | Sr M. Maddalena Carosella | Sr Antonietta Limongelli | Sr M. Francesca Pozzi

Suor M. Carmela Brescia

Flora Maria Anna nacque a Flumeri (AV) il due agosto 1860da Luigi Brescia e Adelaide Sorrentino.  Di famiglia nobile, gentile e avvenente nel tratto, giovanissima si era diplomata maestra elementare, ma ripetute volte aveva rifiutato l'insegnamento nelle scuole pubbliche, perché aspirava a un ambiente riservato e spirituale.

Nell'autunno del 1881 s'incontrò provvidenzialmente con il Padre Lodovico Acernese, ilquale, venendo a sapere delle aspirazioni della giovane, la invitò ad insegnare nella scuola presso l'Istituto che stava per fondare in Pietradefusi.

Flora Brescia accettò l'invito e, dice il cronista dell'Istituto, "lei, tipo fine ed aristocratico, sarebbe venuta tra la povera gente di un villaggio!".

Il giorno 8 dicembre 1881 Flora assistette alla solenne cerimonia di fondazione della Congregazione delle Suore Francescane Immacolatine, di cui una delle principali attività sarebbe stata l'educazione dell'infanzia e della gioventù.  Leggiamo la Cronistoria della Congregazione:

"Costituitasi la nuova famiglia religiosa, fu aperta subito anche la scuola, diretta dalla distintissima maestra Flora Brescia.  Il grido di profitto intellettuale, morale e religioso delle alunne si diffuse in breve tempo e ogni famiglia, anche dei paesi vicini, avrebbe voluto affidare a questa scuola le loro figlie....

... Stando con le suore Flora si adattò subito alla loro vita, norme ed orari.  Gustò il tepore della carità fraterna tra umili sorelle, sperimentò la privazioni della povertà e della vita penitente francescana. Comprese più che mai la caducità delle cose mondane e la sublimità della consacrazione a Dio nella vita religiosa...  Dopo solo tre mesi dall'impianti del novello Istituto, Flora Brescia si fece recidere le bionde trecce e, quale cerva anelante di dissetarsi alle limpide fonti della virtù, tra la gioia del suo candido cuore e il giubilo della comunità, vestì il rozzo saio francescano dalle mani del Padre Fondatore, prendendo il nome di Suor Maria Carmela Brescia del  Cuore di Gesù...". Si mostrò subito "sì provetta nelle cose dello spirito e nell'osservanza del regolamento interno dell'Istituto da darne esempio alle altre fin dal primo giorno di sua vestizione.  Quindi la prima in coro ed in tutti gli atti comuni, la più esatta nell'adempimento dei suoi doveri, inappuntabile nel disimpegno della carica cui era preposta.  Un eterno sorriso sfiorava le sue labbra, quel sorriso che era specchio della candidezza dell'anima sua...".

Da Suora continuò il suo ufficio di maestra.  Fece della scuola una palestra di virtù e un vero campo di apostolato.  Considerava l'insegnamento una missione sacra e vi si dedicava appassionatamente, consumando in esso tutte le sue energie.  Ammirabile forgiatrice dei piccoli alunni a lei affidati, seppe trasfondere in essi l'amorealla purezza,l'amore a Dio, alla Vergine Santissima.

Continua la Cronistoria: "Infiammata dallo zelo per la salvezza delle anime offrì a Dio l'olocausto della sua florida giovinezza come vittima espiatrice per i fratelli...".

Purtoppo la sua vita religiosa doveva durare solo tre anni.  Minata da un male ribelle a tutte le cure, attese la morte "come un dì di festa". Alle consorelle che passavano davanti col viso rigato di lagrime, diceva: "Siete tristi perché devo lasciarvi? Perché, invece, non gioire e pregare perché mi separi da questo mio corpo per unirmi al mio Dio?... Che fa che io vi preceda nell'eternità?... Siamo tutte Spose di Gesù,lasciate perciò che io, per prima, vada a vederLo e bearmi della Sua faccia.  Lassù Gli dirò che ho lasciato sulla terra altre mie sorelle Sue spose, bisognose di tutto...".

Nelle sofferenze atroci rifulse la sua eroica pazienza e serenità. E, sempre obbediente, volle che fosse stata la Sua Superiora a dirle quando doveva morire.

"Il 3 aprile 1887 i rintocchi della campana dell'Istituto annunciarono al paese la morte prematura di Suor Maria Carmela Brescia... In un baleno la notizia si sparse per tutti i villaggi del Comune e da ognuno si udì ripetere: E' morta la Maestra santa, la santa Monachella!"... I funerali furono l'apoteosi della virtù e il popolo la proclamò BEATA!".

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Suor M. Giuseppina Bruschi

Al  secolo Antonietta Bruschi da Avellino.

Entrata tra le  Suore Francescane Immacolatine già col diploma di Maestra elementare,si prodigò nell'insegnamento, infaticabile, fino a tarda vecchiaia, educando intere generazioni di cittadini di Pietradefusi.  Per le sue particolari doti fu: vicaria generale, segretaria, maestra delle novizie si rivelò guida  saggia e prudente, di coscienza delicata e arguta nelle sue battute, con cui sapeva correggere e stimolare alla virtù.

Fu esempio grande di obbedienza,di laboriosità, di pietà, di preghiera. Fu la scrittrice amanuense della Cronistoria dell'Istituto (sulla traccia del P. Gabriele Petrillo).

Morì nel gennaio 1943 a 78 anni, invocando Gesù Sacramentato.  Compianta da tutti, i suoi funerali furono un'apoteosi.

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Suor M. Margherita Lepore

Al secolo Nicoletta Lepore di Giovanni e Carolina De Jesu, nata a Montefusco (AV) il 4 novembre 1860.

Nell'Istituto fu un modello di operosità e di virtù.  In tutte le mansioni dimostrò intelligenza non comune, esattezza e ordine meticoloso e zelo infaticabile.  Espertissima nell'arte del ricamo, fu lei a lavorare molti arredi, inviati anche in America o conservati in Casa Madre.  Pur così operosa, era però pure sempre sorridente e raccolta in Dio.  Nelle inevitabili contrarietà e sofferenze della vita soleva ripetere: "Gesù Ti amo!" o "Viva la Croce!".

Alla fine della sua giornata laboriosa, la si trovava, per lo più, ai piedi dell'Altare, ad adorare e a colloquiare col Signore.  Consunta dalla fatica e "bruciata da una fiamma intima", rese la sua bell'anima a Dio il 13 febbraio 1938, lasciando dietro di sé, fama di grande virtù e buon esempio.

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Suor M. Maddalena Carosella

Al secolo si chiamò Pasqualina di Sabato e Maddalena Fine, nata a Mount-Vernon, il 5 aprile 1907. Entrò nella Congregazione a 15 anni e professò tra le Suore Francescane Immacolatine il 17 maggio 1925 col nome Suor M. Maddalena di Gesù Crocifisso.

Per la semplicità e la trasparenza della sua anima, veniva chiamata scherzosamente "angiolone".  Amantissima del lavoro e del silenzio, visse soprattutto all'ombra e nell'amore di Gesù Eucarestia.  Era entra in religione, soprattutto perché, così, avrebbe potuto stare di più, vicino al Dio fatto pane.  I ritagli di tempo erano spesi tutti ai piedi del Tabernacolo.  Pare che già bambina fosse stata privilegiata di qualche corroborante visione di Gesù Eucarestia.

Chiese al suo celeste Sposo, come segno di predilezione, una malattia, attraverso cui poterGli dimostrare tutto il suo amore.  E, infatti, una misteriosa malattia la inchiodò a letto, con dolori atroci, sopportati con eroica pazienza.

Sembra che dieci giorni prima di morire abbia visto la Madonna, alla quale chiese la grazia della guarigione, perché così desiderava la Superiora.  La Madonna le avrebbe risposto: "Figlia mia, se muori adesso, farai poco o niente purgatorio. Un lungo purgatorio, invece, ti attende, se muori più in là". La Suora, allora,supplicò la Superiora che la lasciasse morire, promettendo dal cielo preghiere e soccorso.

Morì il 15 gennaio 1930. Il popolo l'acclamò santa!.

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Suor M. Antonietta Limongelli

Da umile cuciniera, rifulse per puntualità, esattezza, carità, innocenza di vita, preghiera e vita interiore.  Sopportò in silenzio lo strazio delle carni, che le venne da orribili piaghe, scoperte dal medico, solo dopo morte.

Morì il 18 maggio 1941: i funerali furono un vero trionfo.  Alla sua intercessione si attribuiscono parecchi favori e grazie, che ne confermarono la santità.

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Suor M. Francesca Pozzi

Vocazione fortemente contrastata da suo padre protestante. Quando, dopo anni di vessazioni, poté entrare nell'Istituto, divenne a tutti modello di virtù: "Si distinse soprattutto per lo spirito di abnegazione e di preghiera e per la generosa dedizione nel campo educativo. Morì come un S. Luigi a 33 anni, la seradel16 novembre 1895".

 

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