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Viva l’Immacolata!

“Beato chi abita la tua casa, sempre canta le tue lodi” (Salmo 83)

          Mi chiamo suor Sindhu e sono una suora francescana immacolatina. Sono nata in India, terza di sette figlie, delle quali cinque siamo religiose e due sono sposate. I miei genitori hanno fatto tutto il possibile per la nostra crescita armonica tanto sul piano fisico che spirituale.

          Ringrazio il Signore per il dono della vocazione religiosa e la possibilità di stare in Italia per conoscere meglio la spiritualità della Congregazione.

           Entrai in convento all’età di sedici anni, come avevano già fatto le mie sorelle maggiori: una nella mia stessa congregazione, l’altra tra le Suore Riparatrici del sacro Cuore di Gesù. Le altre due cominciarono il cammino della consacrazione più tardi…

            Vedendo che le mie sorelle maggiori avevano scelto di consacrarsi al Signore, i vicini di casa e i parenti mi chiedevano se anch’io volessi diventare suora. La mia risposta immediata era “no”. Però, sentivo il desiderio di conoscere di più il Signore e mi prendeva una certa curiosità di vedere come vivono le suore e cosa si fa in un convento. Una delle mie insegnanti dell’ultimo anno di scuola era una suora carmelitana: durante la lezione ci raccontava talvolta della sua vocazione e ci chiedeva se qualcuna volesse diventare suora. Al termine di quel corso di studi, in attesa della valutazione, decisi di imparare a cucire presso una sarta.

           Intanto accompagnai un’amica per un campo scuola, organizzato dalle Suore Francescane Immacolatine, ma fu solo per accontentarla. Le suore missionarie e tutte le ragazze ci accolsero con gioia. Per me era la prima volta che rimanevo in convento.

Stando lì, sentii nel cuore tanta gioia che le parole non possono descrivere. Non era la gioia che viene dal possesso delle cose o da un successo, ma una gioia che mi riempiva il cuore e che non mi faceva desiderare nient’altro che stare in convento. Mi attraeva la vita fraterna, la preghiera comunitaria, il mangiare e il lavorare insieme, il fare tutto insieme con amore. Mentre io ero tanto felice, la mia amica sentiva tanta nostalgia di casa. Quando il campo scuola finì, mi fermai ancora in convento. Volevo rimanerci: l’unico ostacolo era il risultato dei miei esami. Pregai tanto la Madonna e chiedevo agli altri di fare altrettanto, affinché il risultato fosse positivo.

Intanto, ritornata a casa, sentivo la nostalgia del convento. I miei genitori, notando il mio cambiamento, mi accordarono il permesso di poter fare un’esperienza più prolungata. Appena ritornai tra le suore, il mio cuore esultò di gioia. Man mano che passavano i giorni, scoprivo sempre di più la bellezza della vita religiosa e quindi eliminavo le vanità del mondo: ricercatezza nel vestire, gli accessori dell’abbigliamento, ecc… tutto ciò che può piacere ad una donna indiana.

            Giunse il giorno del risultato degli esami: il cuore mi batteva forte. Mio padre mi chiamò quella mattina stessa e mi diede la bella notizia che attendevo con ansia. Avevo superato gli esami: potevo finalmente entrare in convento!

             Ringrazio il Signore per la vocazione religiosa e soprattutto perché sono una suora francescana immacolatina. Quando chiesi il permesso ai miei genitori, mi risposero: “Vogliamo vedere che siete felici, perciò la nostra gioia è vedervi felici, ovunque Dio vi chiama”.

             Concludo questa testimonianza dicendo che due cose sono state importanti nel mio cammino: nelle difficoltà e nelle prove del mio cammino vocazionale ho trovato forza e coraggio nella presenza viva di Gesù Eucaristia, presente nei nostri conventi, e nella preghiera vicendevole della fraternità.

            Carissimi, non dobbiamo avere paura delle nostre impossibilità o debolezze, perché Gesù ha detto: “Non voi avete scelto me, ma Io ho scelto voi” per annunciare il suo amore a tutto il mondo… Dobbiamo avere il coraggio di rispondere alla nostra vocazione, guardando a Maria Santissima, umile ancella del Signore nella sua disponibilità e generosità nel dire il suo fiat alla volontà del Padre.

 

suor Sindhu, francescana immacolatina


 

 

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