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Sagrato Teresa Manganiello

Contrada Potenza - Montefusco (AV)

 

Il terremoto del 23 novembre 1980 determinò il crollo della casa dove visse e morì la Serva di Dio Teresa Manganiello.

La casa dove visse la Serva di Dio sorgeva sul limitare della confluenza delle due strade principali che attraversano la contrada Potenza e, pertanto, in una posizione strategica e vantaggiosa. Distava circa un chilometro dal Convento soprastante dei Padri Cappuccini di S. Egidio, al quale era collegato mediante un sentiero di campagna fangoso d'inverno e polveroso d'estate e sempre sassoso. Davanti alla casa c'era un largo di terra battuta, attorniato da pergolati e dominato da un grande ed antico albero di gelso. Dalle finestre si potevano tenere contatti con Montefusco e con S. Egidio mediante il suono delle campane, che era di grande utilità per i contadini. Il focolare, il forno, il pozzo, la grotta, la stanza sono tutti spazi sacralizzati dalla presenza di Teresa.

La perdita di questa casa ha lasciato un grande vuoto, che doveva essere colmato. I devoti, i gruppi, i movimenti delle comunità, le Suore Francescane Immacolatine hanno voluto perpetuare la memoria della dimora santificata da Teresa con un complesso monumentale a pochi metri dal luogo dove essa è vissuta. Con le pietre della casa si è realizzato il Sagrato Teresa Manganiello a pochi metri dal luogo dove sorgeva l'antica dimora.

Il complesso monumentale è un trittico sacro:
la Croce, l'Altare, l'Edicola


La Croce: la vera via e la sapienza di Teresa, Sposa di Gesù Crocifisso.
"Il libro di Teresa era la Croce e là leggeva"

 

 

L'Altare: dove sono in evidenza le pietre del portale dell'antica casa, esprime l'identificarsi di Teresa con la passione e l'immolazione di Gesù sulla croce. L'Altare della Chiesa di Sant'Egidio era il punto centrale della intentisissima vita spirituale della Serva di Dio. Su di esso, quotidianamente, si immolava Teresa, vera piccola ostia con la grande Ostia: Gesù

L'Edicola: fra le pietre, i portali e i davanzali dell'antica casa dei Manganiello, accuratamente scalpellati e levigati, sarà incastonato un rilievo artistico dell'artista Aldo Melillo di Montefalcione (AV) che invita a contemplare la Serva di Dio Teresa Manganiello in atteggiamento estatico ascendionale. Teresa, distaccata dalla terra, lievamente poggiata sulle nubi, si eleva verso il Cielo.

Altri elementi:  l'antico gelso, la statua della Madonna delle Grazie.

 

Il Gelso: l trapianto del gelso nel recinto del complesso monumentale indica la Memoria viva, che ha lasciato la Serva di Dio Teresa Manganiello nel cuore del Sannio e dell'Irpinia.

 

La sosta breve ma indimenticabile della Patrona di Benevento, Maria Santissima delle Grazie, al sagrato il 25 ottobre 1999 fu l'inizio di un itinerario bellissimo. Il Rev.do P. Domenico Tirone, Ministro Provinciale dei Frati Minori di Benevento, in quell'ocassione disse che la Madonna sembrava abbracciare tutto il meraviglioso paesaggio sannita- irpino che da lì si può ammirare.  Così è nata la stupenda idea di aggiungere ai tre elementi del Sagrato l'immagine della Madonna delle Grazie.

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