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CONGREGAZIONE PER IL CULTO DIVINO E LA DISCIPLINA DEI SACRAMENTI

 

15 Maggio

BEATA TERESA MANGANIELLO, Vergine

Memoria

Giovane laica del Terz’Ordine di san Francesco, madre spirituale delle Suore Francescane Immacolatine,  nacque a Montefusco (AV), il 1° Gennaio 1849. Visse con sommo impegno e fervore e con perfetta letizia la spiritualità del Terzo Ordine, specialmente lo spirito penitenziale. Nutrì una filiale devozione verso la Vergine Maria che onorò specialmente sotto il titolo di Immacolata e di Madonna del Carmine. Si rivolgeva a lei con questa invocazione: «Mamma bella, fate che non entri in me quello che Gesù non vuole». Morì il 4 novembre 1876, a poco meno di 27 anni, proclamata da tutti la “monachella santa”.

Dal Comune delle vergini o delle sante,  con salmodia del giorno dal salterio.

 

UFFICIO DELLE LETTURE

Seconda lettura
Dall’ «Itinerario della mente in Dio» di  san Bonaventura, vescovo
(Capitolo IV, n.3-4, Edizioni Messaggero, Padova 1985, pp. 132- 135)

L’anima crede, spera e ama Gesù Cristo

Occorre rivestire la nostra anima delle tre virtù teologali con le quali viene purificata, illuminata e perfezionata, in modo che l’immagine divina si riformi e divenga conforme alla celeste Gerusalemme e membro della Chiesa militante, che è figlia, secondo l’apostolo, della Gerusalemme celeste. Dice infatti: «La Gerusalemme, che è lassù, è libera ed è la madre nostra» (Gal 4, 26). Dunque, l’anima che crede, spera e ama Gesù Cristo, che è il Verbo incarnato, increato e ispirato, cioè «via, verità e vita» (Gv 14,6), accogliendolo, nella fede in Cristo, come Parola increata, accogliendo lui che è Parola e splendore del Padre, riacquista l’udito e la vista spirituali; l’udito per percepire il richiamo di Cristo e la vista per contemplare i raggi della sua luce.


Sospirando poi nella speranza di ricevere la Parola ispirata, riacquista, attraverso desiderio e tensione, il senso spirituale dell’odorato. Mentre accoglie nell’amore la Parola incarnata, ricevendo da lei piacere e a lei trascorrendo attraverso estatico amore, riacquista il gusto e il tatto. Grazie alla riacquisizione di questi sensi, essa ora vede e sente il suo sposo, lo odora, lo gusta e lo abbraccia, e può giubilare come la sposa del Cantico dei Cantici, che fu scritto per esercizio di contemplazione secondo questo quarto grado, che non comprende se non chi lo riceve,  perché consiste più nella esperienza dell’affetto che nella speculazione razionale. Infatti, essendo vivificati i sensi interni per percepire ciò che è sommamente bello, per udire ciò che è sommamente armonioso, per odorare ciò che è sommamente fragrante, per gustare ciò che è sommamente dolce, per toccare ciò che è sommamente piacevole, l’anima viene disposta ai rapimenti dell’estasi per mezzo della devozione, dell’ammirazione, del giubilo e dell’esaltazione, corrispondenti alle tre esclamazioni di cui parla il Cantico dei Cantici.


Di queste la prima prorompe dall’abbondanza di devozione, per cui l’anima diviene «quasi una piccola colonna di fumo che si eleva da aromi di mirra e di incenso» (Ct 3,6); la seconda sorge dall’eccellenza dell’ammirazione, per cui l’anima diventa come l’aurora, la luna e il sole (Ct 6,9), secondo il processo delle illuminazioni che elevano l’anima alla contemplazione dello sposo; la terza sorge dalla sovrabbondanza della gioia che «inebria l’anima di soavissimo piacere, tutta rivolta al suo diletto» (Ct 8,5).
Ciò raggiunto, il nostro spirito progredisce con ordine nel suo elevarsi in conformità a quella Gerusalemme celeste, nella quale nessuno può entrare, se essa stessa non è già entrata nel cuore con la grazia, come Giovanni vide nell’Apocalisse (Ap 21,2).

 

Responsorio   Cf Sal 44(45), 2

R/. Più di un regno e di ogni altro bene della terra vale per me l’amore del mio Signore Gesù Cristo: * lui ho contemplato, amato, creduto e desiderato.


V/. Effonde il mio cuore liete parole, canto il mio poema al Re:


R/. lui ho contemplato, amato, creduto e desiderato.

 

ORAZIONE


O Dio, Padre degli umili e dei poveri, che hai dato alla beata Teresa, vergine, la grazia di conformarsi al tuo Figlio nella preghiera e nella penitenza, concedi a noi, sul suo esempio, di progredire nell’amore, radicati nel mistero della Croce di Cristo. Egli è Dio e vive e regna.

 

 

 

 

 

 

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