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Viva l’ Immacolata!
“Ciò che sono è solamente la grazia di
Dio”
Mi chiamo Sr. Mary
Grace
Panackal Cleetus.
Sono nata e cresciuta in India nello
stato
del Kerala,
dove si trova la maggioranza dei
cattolici dell’India.
Per quando riguarda la mia vocazione,
non c’è niente di straordinario, essendo
cresciuta in una famiglia molto
religiosa. I miei genitori hanno fatto
del tutto per farci crescere nella fede
cristiana, e vivere nell’amore a Gesù e
alla Madonna. La preghiera più bella era
il S. Rosario, che pregavamo tutti i
giorni, la mattina e la sera, insieme
con papà e mamma, e quindi capivo che al
di sopra di tutte le cose c’è Qualcuno
che è più importante di tutti. Grazie
anche alla presenza di una mia zia suora
missionaria della carità e uno zio
sacerdote cappuccino, già da quando ero
bambina avevo dentro di me questo grande
desiderio di consacrarmi al Signore.
Da bambina ho frequentato una scuola
delle suore Visitandone. Avevo dieci
anni quando per la prima volta ho detto
ai miei genitori che volevo diventare
suora. Erano molto contenti, però mio
padre mi disse che dovevo prima finire i
miei studi, altrimenti non sarei entrata
in nessun convento. Da allora non vedevo
l’ora di finire i miei studi.
Un giorno mi trovavo a casa di mio nonno
e lui mi diede due libri da leggere: uno
era sulla vita di S. Francesco di Assisi
e l’ altro su quella di S. Leopoldo
Mandic.
Leggendo quei libri cominciai a rendermi
conto della gioia che uno può avere
donando tutto se stesso al Signore…
quindi, cresceva in me ancora di più
l’amore alla preghiera e alla vita
religiosa.
Quando finalmente terminai i miei studi,
il mio desiderio più grande era quello
di entrare fra le suore missionarie
della carità, anche perché avevo già una
zia in quella congregazione. Si, i miei
genitori mi avevano dato il permesso di
entrare in convento, ma non volevano
assolutamente che io andassi fra le
suore missionarie della carità:
soprattutto mio padre, perchè era
preoccupato per la mia salute. Era per
la prima volta che vedevo scendere le
lacrime dai suoi occhi. Comunque avevo
deciso di entrare fra le suore
missionarie della carità e scrissi a mia
zia della mia decisione, ma la risposta
di mia zia era quella di continuare a
studiare, perché bisognava che io
compissi diciotto anni. Con tanto
dispiacere andai a scuola a prendere
tutti i certificati per continuare a
studiare.
Intanto mia mamma aveva incontrato una
delle mie compagne di scuola, che già
era entrata fra le Suore Francescane
Immacolatine. Dopo essersi informata
della loro vita, mia mamma mi suggerì di
andare a fare un’esperienza lì: io,
però, non volevo andare da nessuna parte
se non solo fra le suore missionarie
della carità.
Dopo due settimane cominciai a sentire
dentro di me un desiderio di andare a
fare una semplice visita alle Suore
Francescane Immacolatine per conoscerle.
Mia mamma e zio mi accompagnarono in
questa visita. Non so ancora cosa mi sia
successo: sentivo dentro di me una voce
misteriosa che mi diceva che era lì la
mia vocazione; sentivo tanta gioia
dentro di me che non riuscivo ad
esprimerla. Piangevo per tanta gioia. Ho
chiesto a mia mamma il permesso di
rimanere lì per un’esperienza... Mi
sentivo attirata dalla loro semplicità e
dalla vita fraterna: vedevo che tutte
erano così allegre e ho capito che
seguivano le strade di S. Francesco, del
quale la fonte e il segreto della gioia
era l’amore che nutriva per Gesù
Eucaristico.
Dunque, avevo scoperto la mia vocazione
lì, fra le Suore Francescane
Immacolatine.
Quando arrivò il giorno di ritornare a
casa, le suore missionarie, che al
momento si trovavano lì, mi dissero che
dovevo aspettare la loro lettera per
entrare in convento, perché mi vedevano
troppo fragile in salute. A sentire ciò
divenni troppo triste: sembrava che il
cuore si spezzasse…Arrivata a casa,
dissi alla Madonna: “Se mi vuoi tra le
Suore Francescane Immacolatine, fa’ in
modo che la loro lettera mi arrivi prima
del 15 agosto”. La Madonna mi voleva
proprio lì: infatti, il 14 agosto arrivò
la lettera, anzi, arrivarono cinque
lettere insieme. Io saltavo di gioia e
anche i miei genitori erano felici.
Entrai, così, nel 1994 tra le Suore
Francescane Immacolatine…
Oggi mi trovo in Italia e ringrazio
tanto Gesù che ha scelto me, non per i
miei meriti, ma solo per la sua grazia e
la sua misericordia. Continuo a
sperimentare l’amore materno della
Madonna che mi vuole sempre con lei.
Ringrazio anche la Congregazione che mi
concede l’opportunità di stare in questi
luoghi che costituiscono la culla della
nostra Famiglia Religiosa, per godere
dei benefici che vengono dalla
conoscenza delle radici e della
spiritualità della Congregazione stessa
e del Fondatore, P. Lodovico Acernese.
La consacrazione è una donazione
gioiosa. Le realtà terrene devono essere
scala per il Cielo. La Sacra Scrittura
afferma: “Getta nel Signore la tua
inquietudine ed Egli ti sosterrà, non
permetterà in eterno che tu abbia a
vacillare”.
Pace e bene!
suor Mary Grace, sfi
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