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L’urgenza del desiderio che mi animava il cuore…

 

      Frequentavo ancora il quarto anno delle scuole medie quando pensai di consacrarmi al Signore. Per tre anni ho partecipato alla vita associativa tra i Legionari di Maria e nella Gioventù Cattolica. Qui ho preso parte a diversi ritiri, seminari ed esercizi spirituali. Infine, divenni anche membro della Crociata di Gioventù Mariana.

      Da quando ho sentito la chiamata di Dio, ho imparato ad offrire e sacrificare tutto per la mia vocazione. Da allora mi proposi di coltivare una comunione costante con il Signore perché mi guidasse sulla via giusta, particolarmente circa cosa dovessi fare dopo la maturità. Queste ispirazioni aiutarono molto la mia crescita nel cammino vocazionale. Arrivò presto il giorno della cerimonia di consegna dei diplomi. Per l’occasione venne a come relatore l’assistente spirituale e fondatore dell’associazione Crociata di Gioventù Mariana e parlò della vocazione alla vita religiosa. Con mia grande sorpresa, mio padre mi diede il consenso di entrare in convento dopo aver ascoltato attentamente il relatore.

      Passarono i giorni e mi ritrovai a dover obbedire a mia sorella maggiore, la quale voleva che sistemassi i documenti per l’iscrizione all’università: Io, però, ero così confusa che ad un cero punto mi incamminai a piede verso il convento. Vi racconto ora la mia storia.

      Sono la nona di undici figli, di cui 8 femmine e 2 maschi (il primo e l’ultimo). I miei genitori lavorarono duramente per crescerci in maniera decente e cristiana. Avevano iniziato con niente in quanto i loro genitori non approvavano il loro matrimonio. Cooperazione e amore reciproco li sostennero finché un giorno mio padre fu assunto in un ristorante cinese come amministratore ed ebbe la possibilità di un salario più dignitoso. Non ci mancava niente, anzi stavamo bene. Andavamo, comunque, regolarmente alla messa domenicale e pregavamo il santo rosario ogni sera. I giorni felici durarono finché mio padre si ammalò a causa dei vizi che aveva contratto sul lavoro. Mia madre lo aiutò a portare avanti la famiglia, che intanto cresceva, accettando di vendere carne al mercato di buon mattino. Le cose si aggravarono quando mio padre per lavoro fu costretto ad allontanarsi da casa e anche le sorelle maggiori per continuare gli studi, nei quali si dovettero sostenere da sé, date le difficoltà familiari. Si aggiunsero ancora altri eventi nella famiglia che ferirono maggiormente il cuore di mia madre. Sentivo intensamente ciò che lei sentiva. Queste sofferenze aprirono i miei occhi sulle realtà della vita e mi aiutarono ad essere più responsabile. Mi proposi di studiare ancora di più e di aiutare meglio la mia famiglia. Ho cercato di sopportare tutto nella luce della mia povera e debole fede. Ricorsi all’intercessione della Vergine specialmente quando intuii che il Signore permetteva che una nuova prova entrasse in casa nostra. Sentii fortemente nel cuore: “Più sei amato, più soffrirai.” Ho realizzato questo quando i medici confermarono che mia madre aveva un cancro. Dopo pochi anni, infatti, mamma ci ha lasciò. Mio padre divenne ancora più insicuro. Cercavo di dare il mio meglio per aiutare in casa e studiare bene: riuscii ad ottenere anche alcune borse di studio. Il Signore mi aveva sostenuto, sentivo la sua protezione e la sua guida. Ho imparato a far tesoro di tutto. Nell’ultimo anno di scuola media divenni così riflessiva che nonostante tutti gli onori che ricevo a scuola sentivo che qualcosa ancora mi mancava. Partecipare al gruppo di Crociata di Gioventù Mariana mi aiutò molto nell’aver una visione più chiara del senso della vita. Compresi che questa vita è temporanea ed è una preparazione a ciò che viene dopo. Nostra meta è la visione di Dio ed essere con Lui per sempre. Da allora cercai l’aiuto solo dal Signore e dalle persone buone che mi circondavano. Finché capii che io da sola sono debole per aiutare gli altri. Avevo bisogno di Qualcuno che mi desse una mano per offrire un servizio completo. Pensai al valore di consacrarmi totalmente a Colui che è eterno. Sono stata molto confusa pensando cosa di buono potesse fare la mia persona. Consideravo tutte le mie capacità accademiche e le mie abilità, arrivando, poi, alla conclusione che seppure fossi diventata una professionista, un giorno che ne sarebbe stata della mia anima? Iniziai ad informarmi presso alcune comunità religiose. Una mi scoraggiò dalla mia giovane età e l’altra mi consigliò di aspettare fino a diciotto anni. Grazie a Dio, per l’intercessione dell’Immacolata, incontrai Erlinda, ora suora, capogruppo della CGM ed ella mi accompagnò dalle Suore Francescane Immacolatine. Le suore mi accolsero con gioia. Si aprì per me la porta della vera pace. Dopo alcune settimane, sistemati i miei documenti, entrai in convento. Era il 16 maggio 1982. Ricordo bene che mio padre e alcune sorelle mi dissuadevano dicendo che volevo solamente scappare dai problemi di casa, mentre le altre sorelle mi consigliavano di finire l’università e pensare bene che vuol dire entrare in convento. Nessuno, però, ha potuto ostacolare la mia ferma decisione data l’urgenza del desiderio che mi animava il cuore.

      Che il Signore e il Cuore Immacolato di Maria mi aiutino a perseverare fino alla fine.

Suor Maria Lourdes Villasenor del Rosario, sfi


 

 

 

 

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