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Casa "San Giuseppe" Pietradefusi

Immagine01Il 25 aprile 1949 Madre Teresa Gnerre, seconda Superiora Generale, acquistava a Pietradefusi in contrada Grottone per conto della Congregazione una casa colonica dei dieci vani e dodici moggi di terreno dai coniugi Enrico e Antonietta De Nisco, per farne la sede di noviziato, cosa questa che avvenne solo dopo alcuni anni.

Immagine02Inizialmente ne ebbero cura una suora, a turno, assieme ad una domestica vedova, coadiuvate dalle aspiranti suore.  Mentre si effettuavano i necessari lavori di ristrutturazione, si preparava tutto quello che occorreva al decoro e all'ordine della casa.

Immagine03La nuova sede di noviziato fu inaugurata il 6 novembre 1952. Il Padre Cappuccino Agostino da Resina benedisse i locali, la cappella, l'altare, il tabernacolo e vi celebrò la prima S. Messa.  Tra gli altri era presente P. Beniamino da Santa Paolina, ofm capp.,fratello della Superiora Generale.

Le prime suore, venute qui ad abitare, furono: sr. Ludovica Petrillo, maestra delle novizie, e sr. Clara Marino, vice-maestra, con cinque novizie.

Immagine04Già nell'ottobre 1955 la Cronaca annota con evidente soddisfazione: "Anche quest'anno abbiamo nuove e parecchie domande di giovinette chiamate dal Signore.  Il noviziato è aperto a tutte... ma già si sente che è angusto!"

Diversi lavori di ampliamento o ristrutturazione, dunque, si sono necessariamente susseguiti nel tempo e quasi sempre fu sede di noviziato fino agli anni '70.

Immagine05Oggi "Casa San Giuseppe" accoglie le suore che hanno già lavorato con generosità, alacrità, sollecitudine per il Regno del Signore e la crescita della Congregazione.  Anche se ora non possono più sostenere la fatica delle nostre attività apostoliche sono per le giovani suore, l'archivio vivente della storia della Congregazione e lo sprone a spendere la nostra vita per la gloria di Dio.

Immagine06E ancora... sono le gemme più preziose per la Congregazione, perché la arricchiscono portando con pazienza il peso della senilità nonché lodando e impetrando grazie nella preghiera, che è la trama della loro giornata. "Nella vecchiaia daranno ancora frutti, saranno vegeti e rigogliosi" così canta il salmo 91.

Immagine07Oltre alla preghiera e alla sofferenza queste suore continuano a dare  anche il loro contributo materiale ricamando, lavorando ad uncinetto o a maglia, confezionando le corone del santo Rosario, preparando il nocino, il limoncello e i tradizionali biscotti che in occasioni particolari la Congregazione dona ai benefattori, e ancora lavori a mano che vengono messi a disposizione per le pesche missionarie.

Immagine08A nome di tutte colgo l'occasione per ringraziare ancora e sempre queste consorelle. Siete state quello che siamo e saremo quel che voi siete.

 

(a cura di Suor Maria Teresa Guida, sfi)

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