Casa Madre: Culla della Congregazione
Negli anni di progettazione dell'Istituto il p. Lodovico Acernese acquistò una casa colonica del 1917 che, francescanamente restaurata, divenne la casa di fondazione del novello Istituto, la casa religiosa in cui vennero ad abitare le prime quindici Suore Francescane Immacolatine l'8 dicembre 1881. Il Fondatore volle che quello stesso giorno fosse inaugurata anche la scuola per le figlie del popolo, alle quali le suore avrebbero insegnato a "leggere e a scrivere e a far conto, il cucito e il catechismo". La prima maestra fu una nobile giovane di Flumeri che subito dopo, affascinata dalla vita semplice delle Suore, entrò nell'Istituto divenendo suor Maria Carmela Brescia, morta giovanissima, a soli 27 anni, lasciando il ricordo profumato delle sue virtù.
Per questo da sempre e da tutti è chiamata: Casa Madre.
E' nel cuore di un piccolo paese dell'Irpinia, Pietradefusi, in provincia di Avellino e nell'Arcidiocesi di Benevento.
La si può raggiungere venendo giù dalla piazza principale del paese per un caratteristico vicoletto in pietra. La casa sorge sulla roccia, parte della quale è visibile all'interno del Convento e nel giardino ricco di Piante e fiori. Dalla roccia naturalmente incavata è stata ricavata la cosiddetta "cripta della croce": un piccolo spazio tipicamente francescano in pietra dove si venera una croce in legno e si conserva il confessionile del Padre Fondatore.
Annessa al convento vi è la cappellina dedicata alla Madonna delle Grazie, che fu costruita qualche anno dopo la fondazione, grazie ai sacrifici di P. Lodovico e delle prime Suore, che si privarono persino di mangiare il secondo per vederla realizzata. Questa cappellina custodisce una statua della Madonna delle Grazie di rara bellezza e fattura, donata alla Congregazione da una pia benefattrice di Benevento nel 1885. E' uno dei pochi esemplari in cui la Madonna benedice insieme al Bambino benedicente. Finalmente nella cappellina sono conservati dal 1962 i resti mortali del Padre Fondatore.
La conformazione della casa, nonostante gli ultimi necessari lavori di restauro, non ha subito che minimi cambiamenti. Rimasti intatti: il refettorio, di stile chiaramente cappuccino; parte dell'antica cucina; le scale che portano al piano superiore; la stanza della prima superiora generale della Congregazione, Madre M. Immacolata Petrillo, chiamata da tutti "Nostra Madre"; inoltre, il giardino il pozzo, utilizzate dalle prime suore per lavare la biancheria.
Casa Madre ha il privilegio di custodire la preziosissima eredità della Congregazione negli utensili dei primi anni di vita dell'Istituto e nei lavori di ricamo, di uncinetto, ecc. realizzati dalle prime suore, nonché il Memoriale della Serva di Dio Teresa Manganiello, in cui si conserva quanto a lei è appartenuto. Questo caratteristico convento è assai spesso meta di visite da parte di pellegrini e devoti.
Casa Madre da sempre è casa di formazione: accoglie le giovani che desiderano far esperienza della vita francescano-mariana e quelle che fanno i primi passi per consacrarsi al Signore in questa Famiglia Religiosa, ossia le aspiranti, le postulanti e le novizie. Le attività della casa sono prevalentemente attività di formazione delle giovani leve.
Le giornate trascorrono veloci condividendo in francescana letizia tempi di preghiera, lavoro intellettuale e materiale, studio, tempi di silenzio e ancora di ricreazione, canto, gioco, dialogo fraterno. "Le sorelle si amino come si amano il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo" (P. Lodovico Acernese).
Altre attività apostoliche che si svolgono attualmente a Casa Madre:
- catechesi in parrocchia di Pietradefusi e presso il convento dei PP. Capp. di Apice (BN);
- animazione liturgica parrocchiale;
- animazione spirituale settimanale alla casa di accoglienza per anziani del paese - Villa Teresa Manganiello:
- visite a persone sole o ammalate
- redazione del periodico Magnificat (email: magnificat-sfi@libero.it);
- allestimento di pesche di beneficenza per le missioni.
Qui non si conosce la monotonia: si vive allegre per il Signore. Spesso si uniscono alla fraternità consorelle provenienti dalle missioni o altre che si concedono qualche giorno di più intensa preghiera.
(a cura di suor Maria Teresa Guida, sfi)
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